(ITA) Le vie della Seta

11 Feb 2018

Script di conferenza tenuta al circolo AUSER di Roveredo in Piano, novembre 2017

 

INTRODUZIONE

 

Mi chiamo Guglielmo, questa sera sono qui con voi per fare un veloce viaggio panoramicolungo alcuni luoghi sulla via della seta. Non sono uno storico, nella vita mi occupo di altro, vivo a Londra e lavoro nella City. Da 10 anni ormai viaggio il mondo per passione con mia moglie e con un gruppo di consolidati amici.

 

La mia seconda passione e‘ per il videomaking. Alla fine di ogni viaggio, prepariamo un breve documentario, sia in italiano che in inglese, che poi pubblichiamo su You Tube. Seandate su You Tube e cercate il mio nome, troverete la lista complete di tutti i video. Il piu’ recente, vedrete, e’ un viaggio in Sud Italia, da Palermo a Ostuni che abbiamo fatto in ape cross, il trabbicolo a tre ruote. Ma questa e’ un’altra storia.

 

Questa sera invece vi mostrero’ degli spezzoni di una serie di viaggi lungo le vie della Seta. Come detto, questo non e’ un incontro storico anche se sara’ impossibile non fare non fare alcuni riferimenti storici. Le vie della Seta sono stati il principale asse di scambio di merci, popoli, idee per oltre 3.000 anni.

 

Questa sera parliamo un po di viaggi, un po di storia, un po di coltura. Il 50% saro’ parlato, il 50% sara’ visione di alcuni video che spero parlino da soli. Siete liberi, anzi vi incoraggio afare domande di qualsiasi tipo, che siano di viaggio, su come organizzare i voli, o di storia o personali. Non preoccupatevi. Intervenite pure.

Partiremo da Oriente, per tornare verso casa in 5 tappe:

  • Iniziamo con la Cina visitando assieme Pechino e la Grande Muraglia … in sidecar, con una moto tedesca per due persone.

  • Poi ci spostiamo in Mongolia, strettamente non lungo le vie della Seta ma da sempre le popolazioni nomadi del nord hanno giocato un ruolo importantissimo, di amore e odio con le popolazioni sedentarie del Sud. Questo viaggio lo facciamo a bordo di uno UAZ … un furgoncino sovietico dell’anteguerra.

  • Dopodiché andremo a visitare i mercati dell’Asia Centrale. Le citta’ mitologiche di Samarcanda (ricorderete il programma di Santoro … ecco, non centra nulla) e Bukhara … qui ci muoveremo in treno.

  • Infine andremo in Asia Minore, in posti dove Cristianesimo e Islam hanno convissutoper oltre mille anni ormai. Andiamo in Cappadocia e in Georgia a vedere uno dei famosi caravanserragli che tanto hanno dato ristoro ai vari mercanti che percorrevano le vie della Seta.

Domande? … Allora iniziamo il nostro viaggio

 

 

LE VIE DELLA SETA

 

Prima di andare a Pechino, una piccola introduzione per contestualizzare le vie della Seta.

Iniziamo con un piccolo esperimento. Voglio vedere quanti oggetti, idee, o concetti riconducibili alle vie della Seta sono presenti quest’oggi. Vediamo se riusciamo insieme a trovarne qualcuno:

  1. Iniziamo da quello piu’ semplice, qual’e’ la merce che sicuramente qualcuno di noi in questa stanza porta e deriva dalle vie della Seta? Beh, lo dice la parola stessa … la seta. Perche’ tra tutte le merci che venivano scambiate, proprio la seta e’ quella che ha dato il nome? Per vari motivi:

    • Era una delle merci piu scambiate.

    • Era una merce di lusso, facile da trasportare ma di ampio valore, che in Occidente veniva vista come segno di distinzione (ora abbiamo Ferragamo e Prada, i Romani si vantavano di avere seta made in China). 

    • Veniva anche utilizzata come moneta per pagare ad esempio I soldati o tra i mercanti, soprattutto nelle regioni e nei periodi in cui non vi era un sistema diffuso di monetizzazione.

La tecnica della seta per secoli e’ stata . Era la , vestirsi di seta era un modo di differenziazione sociale. Non lo era solo per i cinesi, ma lo era ancor di più per quei popoli che non possedevano la seta e che quindi dovevano procurarsela a caro prezzo, barattando altre merci. I , che rappresentava un fattore distintivo dei patrizi.  come di una stoffa molto immorale perché fa sottintendere senza troppa fantasia, le curve delle donne. Ma quello che preoccupava di più era forse le grandi ricchezze che venivano spese in seta e che procurarono un notevole deflusso di oro dall’Impero Romano verso l’Oriente.

 

Che se guardiamo bene, la cosa non e’ . Tutti sappiamo che siamo pieni di merci cinesi ma c’e’ una principale settore in cui invece e’ l’Italia e l’Europa ad esportare in Cina: ed e’ quello dei vestiti di lusso. Prada, Gucci, Ferragamo, Dolce & Gabbana, cosi come Burberry e Hermes sono marchi che i moderni ricchi cinesi vogliono e consumano alacremente, provocando un deflusso di denaro fuori dalla Cina che sta preoccupando il governo cinese. Da alcuni anni hanno introdotto tassazioni pesanti sui beni di lusso che vengono venduti in Cina, ma adesso stanno pensando anche a come fermare le migliaia di turisti cinesi che vanno all’estero e comprano oggetti di lusso. Tanto per dirvi, circa due terzi dei vestiti di Burberry che sono venduti nei negozi europei sono comprati da cinesi in viaggio. 

Altro?

  1. Sicuramente entrando avrete trovato degli amici, e li avrete salutati, come? Con un “Ciao” che come la maggioranza di voi sapra’, deriva dal veneziano “Scjavo Vostro”, “Vi sono schiavo”. Se fossimo stati al di la del confine con i nostri amici austriaci  avremo usato una forma simile il “Servus”. E quello che forse anche saprete, e’ che proprio gli schiavi sono stati una delle merci principali di scambio lungo le vie della Seta, in particolare negli anni in cui l’Europa, dopo la caduta dell’Impero Romano, non aveva molto da offrire in cambio delle ricche merci d’oriente. Per un certo periodo la magnitudine della tratta degli schiavi fu tale che intere popolazioni furono chiamatischiavi, o slavi, come chiamiamo i nostril vicini al di la dell’Isonzo. La tratta degli schiavi fu iniziata su larga scala dai Vichingi, non quelli che andarono in America o depredare le povere coste dell’Inghilterra, ma quelli che discesero i fiumi delle pianure dell’attuale Russia per scambiare con I ricchi mercati del Mar Nero, del Mar Caspio e dell’Asia Centrale. Quel popolo di vichinghi che veniva chiamato “Rus” per via del colore dei capelli biondi e rossi da cui deriva il nome di Russia e Russi di oggi. Sul mercato degli schiavi verso i saraceni, poggio le sue fortune una piccolo citta’di mercanti a noi tutti familiare: Venezia.

  2. Terza traccia delle vie della Seta in questa stanza: allora, alzi la mano chi di voi ha unosmartphone in tasca? Vediamo un po. OK, allora come sapete molte delle applicazioni del Vostro smartphone utilizzano degli algoritmi. Parola molto in voga oggi nel mondo dei social, nell’informatica, nel mondo di Internet 2.0. Sapete da cosa deriva la parola Algoritmo? Ve lo faccio vedere: da questo signore qui. Si chiama Al-Kwharzemi, in Latino Algoritmi ed e’ uno dei piu’ grandi matematici. E’ quello a chi dobbiamo . Altrimenti saremo ancora qui a . La foto e’ scattata a Khiva, nel modern Uzbekistan. Il suo nome a sua volta deriva dal deserto del Kwharezm, che vedremo tra pochi minuti.

     

     

  3. Infine vi faccio vedere un’altra tavola. Questa invece rappresenta una stima approssimativa dell’origina del mio DNA. Ci sono siti che, in cambio di una commissione, ti analizzano il DNA e ti dicono le tue origini. Quanto attendibili queste analisi siano non posso garantirlo, ma la mia dice che 5% del DNA e’ Asiatico / Turco.

 

         Allora, sebbene oggi , la parola  dai monti della . Gli Unni, gli , attualmente perseguitati in Cina, tutte popolazioni con la stessa origine del 5% del mio DNA.

 

 

Questi esempi sono per farvi vedere quanto dobbiamo storicamente alle vie della Seta e quanto queste hanno contributito al mondo in cui viviamo, in termini di merci, popolazioni e idee. Ora, guardiamo per un attimo guardiamo alla mappa del mondo. Cosa notate di particolare?

                

 

 

 

Quello che si puo’ notare come le vie della Seta rappresentino l’unico asse terrestreorizzontale. E questo e’ quello chef a una differenza fondamentale. A parita’ di condizioni, lo spostamento est-ovest (o vicevesa) e’ molto piu’ facile che lo spostamento nord-sud. Questo perche’ spostarsi a parita’ di clima e’ molto piu’ semplice per l’uomo che migrare ad esempio dall’Alaska all’Argetina, passando per climi freddi, temperate, tropicali e deserti. Stessa cosa in Africa, se partiamo da Citta’ del Capo e vogliamo arrivare al Cairo, dobbiamo passare per situazioni ambientali molto diverse (deserti, giungle, savane) dovendo continamente cambiare per ambientarsi ai vari climi.

Andiamo ora a vedere la lista dei principali imperi e civilta’ che si sono susseguite nel tempo. Vediamo innanzitutto quanti sono gli imperi che hanno avuto un’estensione superiore ai 4 milioni di chilometri quadrati (per darvi un’idea, l’Impero Romano ne aveva 5).

 

Come potete notare l’intera lista comprende le varie civilta’ che si sono sviluppate lungo le via della Seta, piu’ I principali imperi coloniali che si sono sviluppati tra il 1600 e il 1900(quello britannico, quello francese e quelli spagnoli e portoghese). Poi abbiamo l’America di oggi che ha un estensione di quasi 10kmq.

 

Ora non e’ che nelle America o in Africa o in Australia non vi fosse spazio per espandersi. Se guardiamo le principali civilta’ (tipo gli Inca, gli Aztechi o I regni Africani), vediamo come queste fossero molto piu’ piccole. Civilta’ e imperi piu’ piccoli, perche’ per espandersi ci vuole piu’ organizzazione, per avere organizzazione ci vuole piu’ forzaeconomica, coltivazioni, sistemi complessi di irrigazione ecc.

Tra l’altro, una cosa importante da realizzare e’ che per 3000 anni e piu’ di storia, e’ stata l’Asia (la Persia, l’India e la Cina) il fulcro economico mondiale. L’Europa, e’ stata storicamente una regione periferica, poco ricca, di gente che mangia patate, di semi-barbari. L’Europa ha iniziato ad essere il fulcro central dell’ordine mondiale dopo la scoperta delle Americhe e l’espansione colonial.

 

Se andiamo a vedere l’ultima tavola, possiamo vedere la ripartizione del PIL (della ricchezza) mondiale negli ultimi 2000 anni. Come potete vedere l’Asia da sempre avuto un ruolo economico primario, sicuramente trainato dalla demograia, ma anche dalla ricchezza. Questo ruolo e’ stato improvvisamente sconvolto nel 1800 con gli imperi coloniali e poi con l’ordine mondiale USA-URSS dopo la seconda Guerra mondiale. Quello che assistiamo negli ultimi anni, l’emergere di Cina e India come potenze economiche, e’ solo un riallinearsi agli equilibri storici.

 

 OK, ho parlato abbastanza, come detto questo incontro e’ un incontro per parlare anche, soprattutto di viaggi, per cui iniziamo proprio dalla Cina e da Pechino.

Sono stato a Pechino nel 2014, in viaggio per lavoro. Il video e’ stato girato in un weekend grazie ad un mezzo di trasporto un po inusuale, un sidecar.

Vedremo la Citta’ Proibita.

 

Tra l’altro tutti conosciamo Marco Polo, il grande esploratore veneziano. Ma qui a Pordenone, abbiamo un esploratore che non fu da meno in termini di viaggi e chilometri percorsi. Odorico Matiussi parti per il Catai nel 1318, qualche anno dopo Marco Polo. Era un frate francescano e parti per l’Oriente non per fini commerciali ma per fini missionari. Parti per la “rotta meridionale” ossia attraverso’ l’Anatolia, passando da Trebisonda sul Mar Morto, per poi scendere a Tabriz e giu per l’Iran fino all cittadina portuale di Ormuz. Da qui in nave attraverso l’India, l’Indonesia fino su in Cina. Qui si fermo 3 anni prima di iniziare il ritorno attraverso la via Settentrionale, ossia attraverso il deserto del Taklamacan, Kashgahar, l’Uzbekistan e poi scendere giu di nuovo in Persia e l’Armenia. 

 

Nota a margine: Marco Polo o il Beato Odorico, quella non l’ha mai vista. Quella e’ stata costruita dopo la morte del Kubilai Khan, il grande leader mongolo nipote di Gengis Khan. Vedrete pero’ delle torri che risalgono al periodo mongolo. E poi andiamo a vedere la Muraglia Cinese, per secoli la linea di divisione tra i popoli civilizzati e le popolazioni guarriere di nomadi del nord. Iniziamo …

 

 

 

Che impressioni avete della Muraglia?

Quando l’ho visto ho pensato, mamma che lunga … poi ho pensato, mamma che bassa, non era poi cosi difficile attaccarla … E’ come una linea continua, non vi e’ un sistema difensivo prima o dopo.

Infatti la grande importanza della Muraglia Cinese non e’ stata poi nel suo valore militare, ben poco a quanto pare, ma nel valore culturale. De facto ha rappresentato una linea di demarcazione netta, laddove distinzioni chiare non ve ne erano, tra le popolazioni nomadi, tribali, e la civilta’ cinese.

 

Parliamo pero’ delle popolazioni nomadi al di la della Muraglia. Le tribu nomadi hanno per secoli rappresentato un elemento importante nell’economia della via della Seta. Sebbene i popoli sedentari e civilizzati abbiano sempre temuto queste popolazioni nomadi, esse hanno anche contribuito in maniera profonda alla storia per due motivi:

  1. Innanzitutto per le merci che arrivavano. La piu’ importante erano i cavalli. Grandi e resistenti come quelli delle steppe siberiane non ve n’erano. Poi parliamo di pelli, carni e prodotti dei grandi greggi di bovini e pecore che facevano parte della vita nomade.

  2. Grandi migrazioni storiche sono originate dalla Siberia, dai monti dell’Altai e dalle steppe della Mongolia: gli Unni, i Tartari, I Turchi Selgiucchi, I Turchi Ottomani, I Mongoli. Quando queste popolazioni si spostavano (ad esempio perche’ conquistati o in caso di siccita’), si creavano reazioni a catena ed erano “guai” per tutti. Il mio DNA turco deriva da li’.

I nomadi tradizionalmente non producevano merci, non hanno una manifattura come le popolazioni sedentarie. Ovviamente perché si muovevano. Ma quella che può sembrare una limitazione, era anche la loro grande forza nell’ ablita’ di spostarsi. Per questo, da sempre le popolazioni nomadi sono tradizionalmente state un vettore di scambio, con fortetradizione commerciale. GRANDI MERCANTI insomma che hanno permesso di connettere le popolazioni sedentarie

 

Attorno al XII secolo, una di queste popolazioni nomade comincio ad organizzarsi sotto la guida di un abile leader, Temujin, meglio noto come Gengis Khan. Gengis Khan fu in grado di radunare ed unificare le varie tribu mongole un unico sistema. Nel giro di meno di un secolo, orde mongole raggiunsero la Cina meridionale, l’Asia Centrale, la Persia, Il Medio Oriente, le pianure dell’attuale Ucraina fino alle pianure ungheresi e polacche.

 

L’ascesa fu dovuta ad un’organizzazione non solo militare, ma anche politica:

  1. Capacita’ individuali dei generali e di tutti i ranghi basate su principio meritocratico (non su titoli ereditari). Anche i piu’ alti generali erano abituati a stare a cavallo fin da piccoli e abili a coordinarsi con gli altri cavalieri.

  2. Tattiche militare di cavalleria superiori: coordinamento, abilita’ di colpire con archi a distanza e in movimento di fatto rendevano la cavalleria mongola irragiungibile per la cavalleria europea.

  3. Capacita’ di assimilare innovazioni teconologiche: impararono l’uso della polvere da sparo in Cina e la usarono in Europa. Impararono l’uso delle catapulte e delle torri d’assedio in Asia Centrale e in Persia e le usarono nella Cina meridionale.

  4. Forte coesione sociale, gli eserciti si spostavano con tutte le tribu e famiglie al seguito, abituati com’erano a muoversi. Arrivati in Europa, i Soldati mongoli, non dovevano preoccuparsi di tornare a vedere le famiglie in Mongolia.

  5. Uso razionale del terrore e grande tolleranza, anche religiosa, per chi si sottometteva: le citta’ che si opponevano venivano rase al suolo, gli abitanti massacrati e impalati in maniera razionale da monito per le altre citta’. Chi invece si arrendeva, entrava a far parte di Sistema in cui I Mongoli concedevano ampie autonomie, garantivano pace, liberta di culto e tolleranza,  sicurezza dei commerci e delle vie di comunicazione, in cambio di tributi tutto sommato ragionevoli

Nel prossimo video andremo proprio in Mongolia, nella valle del fiome Orhon, dove e’ nato Gengis Khan, nel sito dove sorgeva Karkaroum, l’antica capitale mongola ed entreremo in una tenda mongola, un luogo che e’ rimasto pressoche invariato da 3000 anni. Luoghi che, sebbene non facciano esattamente parte della via della Seta, hanno contribuito a formarla e a plasmarne i flussi.

Andiamo in Mongolia, partiamo dal deserto del Gobi, questa volta a bordo di un furgoncino sovietico.

 

 

 

Domande, anche di carattere logistico? Questo e’ uno dei viaggi che piu’ mi sono rimasti nel cuore. Il prossimo viaggio invece e’ un po piu comodo, a bordo di un treno. Entriamo nel cuore della via della Seta, nei famosi bazar di Samarcanda e Bukhara. Luoghi quasi mitologici.

 

L’Uzbekistan e’ una ex repubblica sovietica adagiata sul leggendario fiume Oxus, famoso gia ai tempi di Alessandro Magno. Come ogni ex repubblica sovietica, i confine dello stato furono tirati in modo da includere nel territorio etnie diverse. Mentre gli Uzbeki sono una popolazione turca, imparentata con Kazakhi del nord, vi e’ nel paese una forte minoranza Tagika, la cui lingua, usi e tradizioni sono invece molto piu’ legate alla storia millenarian dei persiani.

 

L’Uzbekistan oggi e’ uno stato di polizia con una dittatura assuluta, laica e un regime fondato sui servizi segreti. Per il visitatore, e’ un posto assolutamente sicuro da visitare. La cosa che mi ha sorpreso e’ la quantita’ di turisti over 60, principalmente francesi e italiani, in gruppo. Trovare giovani viaggiatori era quasi una rarita. Per la popolazione pero’ questo regime non e’ un bene in quanto estremamente corrotto. Come vedrete a Samarcanda, il Ministero del Turismo ha fatto erigere un muro che divide I monumenti dalle zone residenziali della citta’, per nn far vedere ai turisti come vive la gente commune.

 

E’ uno stato a tradizione e maggioranza musulmana ed e’ incredibile la quantita’ di moschee e madrasse presenti. A causa del regime, molte di queste moschee e madrasse sono state convertite in negozi di souvenir o altre amenita’ commerciali.

 

In questo video entriamo nel cuore della via della Seta. Siamo nei Bazaar dell’Asia Centrale, crocevia di popoli. Vi consiglio di fare attenzione in particolare, alle faccie, ai volti, ai tratti della popolazione.

 

Dopo aver visitato Samarcanda e Bukhara andremo nel deserto del Kwarzehm dove e’ possibile ancora visitare una serie di fortezze. Facevano parte del regno del Kwarzehm che esistette tra l’anno zero e l’anno mille. Era un regno che basava la sua forza economica su complessi sistemi di irrigazione. Da questa zona viene anche il famoso matematico Al Kharzemi, in latino Algoritmi, che importo il Sistema dei numeri decimali in Europa. Il signore pensieroso che vi ho mostrato prima la foto.

Ci spostiamo ora verso occidente, stiamo tornando verso casa. Come abbiamo detto, le vie della Seta erano un network di molte vie. Partendo dall’Italia, la via della Seta aveva 3 principali strade. Forse la più importante e’ stata quella egiziana, dall’Italia si andava via mare ad Alessandria d’Egitto e da li le merci proseguivano o via terra attraverso la Palestina su fino in Persia, o altrimenti via mare per il mar Rosso, lo stretto di Aden fino alla cittadina di Ormuz, oggi in Iran. Da li potevano salire in Persia (alla volta dell’Asia Centrale e della Cina) o proseguire via mare verso l’India. Un’altra via era quella attraverso Costantinopoli per poi proseguire via terra attraversando l’Anatolia giu fino nella mezzaluna fertile via Aleppo fino in Persia, attraverso una strada costruita gia ai tempi di Dario Primo per velocizzare le comunicazioni e i commerci.

 

Queste erano le principali rotte ma anche le più costose, dove le merci erano tassate di più per il passaggio, fino al 20-30%. Una rotta meno costosa era quella attraverso il Mar Nero e il Caucaso, da li si poteva scendere verso Tabriz e Teheran oppure attraversare il Mar Caspio e congiungersi con Bukhara e Samarcanda e raggiungere la Cina attraverso Kashagahar

 

Nel Caucaso cosi come in Anatolia troviamo un importante mescola di culture cristiane con quelle islamiche. Nei prossimi video andremo in posti dove queste due grandi religioni hanno convissuto per secoli. Inizieremo da quello che fu uno dei primissimi regni cristiani (il primo convertirsi fu l’Armenia, il secondo pare essere stata la Georgia

 

La Georgia di oggi e’ uno stato sospeso tra occidente e oriente. Geograficamente e’ difficile stabilire se faccia parte dell’Europa Orientale o del Medio Oriente. Di sicuro quello che abbiamo potuto vedere e’ che la Georgia di oggi guarda in modo convito verso Ovest, verso l’Europa. Mai visto tante bandiere della Comunita’ Europea come a Tbilisi.

 

Per loro, il rafforzare il legame culturale con l’Europa e’ un fattore di distinzione rispetto ai potenti vicini che hanno attorno, la Turchia, la Persia / Iran e a nord la Russia. In Georgia siamo stati la scorsa Pasqua, e abbiamo trovato un paese bellissimo. Abbiamo visto Tbilisi, la capitale, poi abbiamo preso un auto a noleggio e siamo andati verso il piccolo Caucaso, le montagne a sud al confine con l’Armenia

 

Una cosa che vorrei farvi notare in questo video sono come si vestono le signore oggi quando vanno in chiesa. Tanto dibattiamo al giorno d’oggi per il velo … qui invece sono tutte col fular fular sui capelli ... che a me ricorda tanto quando andavo a messa da piccolo (parliamo degli anni ’80) nel paese dei nonni, a Claut … navata destra i maschi, navata sinistra le signore … tutte col fular nei capelli … eccetto mia mamma che pero’ gia allora era un po’ alternative e anti-conformista

 

 

 

Passiamo ora all’ultimo video, questa volta ci spostiamo di alcune centinaia di km e andiamo in Cappadocia. Noterete molte similitudini con la Georgia, soprattuto nelle chiese e le case scavate nella roccia.

 

La Cappadocia e’ una regione che si colloca al centro dell’attuale Turchia. E’ da sempre stato un importante centro di scambio, in cui vari strati culturali si sono sovrapposti e mescolati: Assiri, I macedoni, Persiani, Romani, Bizantini, Turchi.

 

Tra l’altro, tanto per parlare di coincidenze, la Cappadocia e’ il luogo dove naque, tra gli altri, San Giorgio (correva l’anno 280), che guarda caso e’ il Santo Patrono della Georgia di cui abbiamo visto prima il video. Ho parlato delle signore col velo che mi ricordavano Claut … e guarda caso chi e’ il santo patrono di Claut? Come vedete si spiega tutto … scherzi a parte(e’ facile fare dietrologie), in questo video entriamo, verso la fine, in uno dei famosicaravanessargli che erano cosi importanti lungo la via della seta. Erano dei luoghi, di solito costruiti a una giornata di cammino a cavallo con le merci (30km circa) per dare rifugio e protezione ai mercanti in transito. Erano anche degli avamposti per far circolare le notizie e I dispacci.

Andiamo ora in Cappadocia, in una terra che sembra uscita dalle fiabe.

 

CONCLUSIONE

 

Globalizzazione va avanti da 3000 anni e la via della Seta ne e’ un esempio. Ha portato grandi cose, scambi di merci, di idee, di culture, creato grandi cose cosi come anche portato grandi cambiamenti, a volte anche dolorosi: i Mongoli che sono imperversati … la peste nera che si e’ trasmessa dall’Asia e ha falcidiato un terzo della popolazione europea. Ma ha permesso anche a tutti I popoli che vi sono vissuti, di apprendere quanto di meglio veniva fatto agli altri estremi della via. Per cui quando poi gli Europei hanno scoperto le Americhe, si sono trovati equipaggiati con secoli di invenzioni, tecnologie e un Sistema immunitario rafforzato dai loro continui contatti con l’Asia, col il Nord Africa, con il Medio Oriente, con l’India e con le popolazioni nomadi delle steppe Siberiane … Ovviamente questo ha creato, ahime, un immense sofferenza tra le popolazioni native americane … quasi a testimoniare che la globalizzazione forse sembra essere inarrestabile, non si puo’ fermarla o opporsi, bisogna sapersi adattare, aprisri il dovuto e sfruttarla al meglio. 

 

La via della Seta de-facto e’ la storia dell’Umanita’ e quello che viviamo oggi in termini di globalizzazione, non e’ troppo dissimile dai cambiamenti che I nostril antenati hanno vissuto facendone parte per 3000 anni … con la differenza che oggi I cambiamenti avvengono ad una velocita’ mai vista prima.

 

In proposito volevo citarvi alcuni passaggi della recensione: Lungo il suo fitto reticolo di strade chiamate Vie della Seta, battute da mercanti, conquistatori, pellegrini e nomadi provenienti da ogni dove, si sono scambiate materie prime, merci e manufatti, ma anche morte, violenza e malattie, e soprattutto idee nei campi più disparati, dalla scienza alla filosofia.

Lungo le sue rotte commerciali hanno visto la luce le grandi religioni (giudaismo, cristianesimo, islam, buddhismo e induismo – e non dimentichiamo lo Zoroastrismo e il culto del fuoco), che, in paradossale antitesi con quanto accadde più tardi e continua ad accadere oggi, hanno convissuto a lungo in pace e armonia.

 

Se infatti nei secoli dell'età moderna le nuove vie d'acqua che hanno messo in contatto il Vecchio e il Nuovo Mondo hanno mutato gli schemi di interazione globale, spostando sull'Europa occidentale il baricentro politico ed economico mondiale, oggi risulta sempre più evidente che le Vie della Seta stanno per rinascere a nuova vita. Questa volta a percorrerle non saranno i tessuti, l'oro, il grano, i cavalli, gli schiavi, ma le immense ricchezze minerarie - petrolio, gas naturale e altre risorse energetiche - che hanno costituito la posta in gioco nel confronto fra le potenze nel corso del Novecento.

 

E le drammatiche turbolenze che negli ultimi decenni hanno scosso la «spina dorsale dell'Asia devono essere lette come i segnali dell'imminente ritorno del centro di gravità del mondo in quella che è stata per millenni la sua sede naturale. In quest’ottica, diventa più urgente che mai un radicale cambiamento di prospettiva che ci aiuti a comprendere la storia di queste popolazioni e di queste terre, per affrontare in modo consapevole e senza isterismi un processo che sembra ormai irreversibile.

 

RIFERIMENTI

 

Referenze: se volete saperne di piu’ vi consiglio i seguenti libri

  • Le Vie della Seta, di Peter Frankopan. La prima edizione italiana e‘ uscita a settembre 2017

  • Armi, Acciaio e Malattie, di Jared Diamond

Se invece siete piu’ interessati ai viaggi, sia sulla via della Seta che non, vi consiglio di iscrivervi al mio canale you tube.

 

Mi potete trovare su www.travelvideographers.com o www.youtube.com/guglielmobiasonoppure piu’ semplicemente, digitando “guglielmo biason” su Google o You Tube.

 

 

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