(ITA) Sentieri della Grande Guerra: la Strada degli Alpini

16 Sep 2016

Dopo la Ferrata delle Trincee del 2013 siamo ritornati. Questa volta siamo poco più a Nord, nelle Dolomiti di Sesto, dove un secolo fa correva il confine tra il Regno d'Italia e l'Impero Austro-Ungarico.

 


La squadra e' confermata per tre quarti. Andrea ci guida sempre per itinerari alpinisti e paesaggistici da lui disegnati. Matteo e' il nostro referente storico mentre Nicola ha sostituito il Nonno come quarto componente. Meno esperto ma sicuramente più audace del Nonno, almeno questa volta siamo sicuri di arrivare fino in fondo tutti e quattro.

Partiamo alle 10.30 da Moso per risalire parte del Val Fiscalina e piegare poi per raggiungere il rifugio Locatelli da dove ammirare le magnifiche Cime di Lavaredo.

Dopo aver scavallato ci perdiamo ad esplorare i resti delle trincee e casematte che puntellano tutte le montagne circostanti. Chili di filo spinato, scatolame arrugginito, chiodi e qualche scheggia di granata sono oggetti che si possono trovare ancora facilmente. Nei bunker sulla montagna poi le pareti sono piene di scritte, nomi di soldati, reggimenti e messaggi necessitano l'affiancamento della fantasia alle conoscenze storiche per immaginarsi quanto dura fosse passare gli inverni qui, di fronte al nemico.

Nella serata del primo giorno raggiungiamo il Rifugio Carducci dove poter finalmente crollare in branda non prima di aver provato i fantastici canederli del Bepi, il gestore di questo delizioso rifugio.

La mattina dopo partiamo di prima mattina. Dopo aver recuperato Forcella Giralba, imbocchiamo la Strada degli Alpini, costruita su una cengia naturale. Passando sotto Cima Undici notiamo resti di ghiacciai e di casematte della guerra. Matteo ci racconta le vicende storiche del luogo, in particolare come gli Alpini riuscirono a strappare il Passo della Sentinella grazie ad un incredibile impresa escursionista. Dopo il passo iniziamo la scalata della Croda Rossa lungo la Ferrata Zandonella. In cima il paesaggio e' mozzafiato e la vista di perde fino ai ghiacciai dell'Austria. Ma non c'e' tempo nemmeno per perdersi in romanticismi. Scendere dalla Croda Rossa richiede diverse ore di cammino e dobbiamo affrettarci se non vogliamo attraversare i boschi sottostanti col buio.

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