(ITA) Discussione filosofica in Ghana

17 Oct 2010

Siedo con Baba a bere una Fanta calda su un baretto costruito sopra un campo da tennis. Teoricamente siamo quasi in centro a Bolgatanga (nord Ghana al confine col Burkina Faso) ma intorno a noi c’è una folta vegetazione. La città, 72.000 abitanti, sembra venire avvolta dalla foresta dopo la stagione delle piogge. Baba, un contadino di 35 anni, mi sta ospitando nella sua casa di fango e legno per alcuni giorni.
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Gli chiedo del welfare state (discussione noiosa, ma veniva dopo ampia discussione dei giocatori di calcio ghanesi che hanno militate nell’Udinese) e mi racconta che da poco hanno la sanità gratuita, la scuola lo è sempre stata, della sicurezza non si lamenta (zero criminalità grazie alla forte coesione sociale), dice che l’unica cosa che lo preoccupa è la pensione che non ha se non per l’aiuto che spera i suoi figli gli daranno. Guardando il mio blackberry mi dice che sono fortunate ad avere tante cose, vestiti, orologio, abbondanza …

 

Gli chiedo se lo renderebbero ricco queste cose. Mi dice di si, o che quantomeno male non fanno. Gli spiego che non da noi non ti danno nessuna felicità (se non quella effimera al momento dell’acquisto) a meno che tu non ce le abbia. Allora si, guardando le persone che conosci attorno a te giocherellare con un iPhone o vestire posh, provi un certo senso di disagio. Gli chiedo se si sente di avere meno dei suoi amici, vicini e conoscenti ghanesi e mi risponde di no, che sono più o meno tutti sulla stessa barca. Concordiamo che la ricchezza si misura da quello che non hai rispetto a chi ti sta attorno.

 

Quindi, tanto per fare la parte della vittima e a mo' di provocazione, aggiungo che non solo lui è più ricco di me perchè ha meno cose in meno degli altri ma anche perchè vive in un paese che guarda al futuro con ottimismo. Baba vive meglio dei suoi genitori, i suoi figli vanno a scuola quando a lui non era permesso e può leggitimamente sperare che I suoi figli avranno un futuro migliore.

Cerco di spiegargli che da noi invece il futuro fa un pò, come dire ... cagher … ti tocca studiare per 24 anni minimo e col lavoro medio che ottieni da laureato si e no che a 35 anni riesci a comprarti una casa indebitandoti per il resto della tua vita. L’unica speranza ti viene data dalla ricchezza che aspetti di ereditare dai tuoi genitori.

 

In sostanza, se la felicità è correlata alla ricchezza allora essa è funzione di quanta non ne hai e quanto di questo gap conti di recuperare in futuro, una sorta di net present value ma lasciamo perdere.

 

Meglio finire la Fanta calda e cambiare argomento. Baba, “Come si trova una donna qui in Ghana? Come hai conosciuto tua moglie?”, “Ah”, mi risponde “L’ho messa in cinta quando eravamo giovani e siamo scappati”, “Vai, dai racconta!” …

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